Paolo Majolino

Meeting di Rimini 2010 & Giovani Economisti

Come d’abitudine frequento il Meeting di Rimini ed in special modo non mi perdo le mostre; quest’anno ne avevo selezionate due in particolare: “DA UNO A INFINITO. AL CUORE DELLA MATEMATICA” e “UN IMPIEGO PER CIASCUNO. OGNUNO AL SUO LAVORO. DENTRO LA CRISI. OLTRE LA CRISI.”

Interessante il percorso “matematico” che ha messo insieme vari aspetti dello scibile: geometrico, fisico, filosofico, architettonico e musicale; quest’ultimo ha colpito più di tutti perché ha svelato la matematica insita nelle composizioni di musica classica con ascolto e visibilità delle composizioni.

Il percorso “economico” ha avuto una sua particolare storia.

La guida era una bella ragazza, studentessa della Bocconi o della Cattolica, così come altri studenti che si prestavano a chiarire il percorso ai piccoli gruppi che ogni quindici minuti lo iniziavano.

Ad un certo punto, allorquando la ragazza stava chiarendo la crisi del 1929 esponendo, come stampato sul tabellone affisso, che la causa prima era stata l’eccesso di produzione, devo aver fatto qualche smorfia di disappunto perché la ragazza mi ha chiesto “ho detto qualcosa che non è?” prima giunta ed ovviamente perché lì il mio ruolo era di mero ascoltatore, ho chiesto scusa ma la ragazza ha insistito dimostrando una sana volontà di comprendere e mettersi in discussione (ad avercene di studenti così) ed allora ho chiarito che l’eccesso di produzione nel ’29 non fu una causa, ma una conseguenza poiché negli immediati anni precedenti l’economia era “gasata” dalla borsa che saliva senza limiti e tutti, anche chi non poteva permetterselo, investiva in borsa con ottimi ricavi e, ragionevolmente, la domanda dei consumi era alta e l’offerta addirittura faticava a starle dietro. Quando poi è scoppiata la bolla e la crisi ha reso spazzatura la quasi totalità dei titoli azionari, è ovvio che i consumi sono calati drasticamente e di colpo e vi è stato quindi un eccesso di produzione, che ha generato la crisi anche delle industrie sane e non coinvolte in modo grave dalla crisi finanziaria.

Il percorso è continuato ed in un altro successivo pannello era indicato che il problema dell’attuale crisi era da attribuire alla cartolarizzazione. A questo punto, pur avendo contenuto smorfie, deve essere stato il mio spalancare gli occhi per la sorpresa che ha interessato la ragazza che, disponibilissima, ha chiesto il mio parere. Ho chiesto se anche gli altri del gruppo avevano interesse al mio dire ed avuto assenso ho, sinteticamente, espresso che:

- la crisi è nata a seguito del problema dei subprime (mutui di serie b), in special modo in Florida e ciò perché gli immobili erano venduti senza garanzie e con mutui anche del 100% del valore dell’immobile. Occorre precisare che negli USA la rata del mutuo per i primi due anni è bassissima e dal terzo aumenta proporzionale all’effettivo debito.

Le banche non avevano timori a concedere questi mutui perché gli immobili si incrementavano del 18%>20% l’anno ed anche più, per la qual cosa al terzo anno, se il Cliente non era in grado di pagare, la banca acquisiva il denaro versato nei due anni e rivendeva l’immobile che si era rivalutato consistentemente.

Purtroppo nel 2007 il valore degli immobili è crollato e le banche, nel riprenderseli se li trovavano ad un valore inferiore finanche al valore finanziato !

- la cosiddetta “cartolarizzazione” è nient’altro che la creazione dei titoli detti tossici: i derivati, detti così perché derivano da qualche cosa.

Cosa era accaduto: le banche si erano venduti i debiti di quanti avevano sottoscritti i mutui subprime ad altri Istituti finanziari e questi li avevano venduti ai Risparmiatori assicurando loro che erano titoli garantiti da garanzie reali (gli immobili acquisiti con i subprime!).

Mi sono permesso di aggiungere che se è vero che la crisi finanziaria ha avuto questo start-up, nessuno, ad oggi, ha avuto il coraggio di dire il perché il Governo USA non è intervenuto allorquando era noto che erano dati mutui senza alcuna garanzia.

Ho cercato di spiegarlo in pochi termini ovviamente.

La spesa corrente per la difesa negli USA era, fino al 1989, del 12% circa del PIL: alta, non sopportabile ma accettata e giustificata dal Contribuente americano per la cosiddetta guerra fredda. L’abbattimento del muro di Berlino ha significato ridurre la spesa per la difesa al 4,5% del PIL e ciò fino a settembre del 2001; l’abbattimento delle torri gemelle ha avallato ogni tipo di spesa militare che è giunta al 20%>25% del PIL: un’assurdità che non poteva essere avallata dal Contribuente americano ed allora occorreva aumentare il PIL che è dato anche dall’indebitamento delle famiglie; si comprende bene quindi che l’enorme massa di debito dei mutui subprime ha, proporzionalmente, reso meno evidente il costo degli armamenti per la difesa interna ed esterna.

Ho taciuto su altri pannelli che riportavano indicazioni errate frutto di quanto, purtroppo, è insegnato nelle Università economiche. Al termine del percorso la ragazza, alla quale si era aggiunto uno studente, ha chiesto alcuni chiarimenti ed allorquando ho posto la domanda se conoscesse il problema del “Signoraggio”, ha sgranato gli occhi ammettendo di “non averne mai sentito parlare o letto”.

Ho riscontrato rassicurandola che il problema è che questo argomento non solo non è trattato nelle Università, ma finanche la quasi totalità dei Docenti lo ignorano e l’ho invitata a visionare il video “L’Inganno Universale” sul sito www.majolino.it.

A quel punto ho posto la domanda ai due ragazzi se sapessero di chi era la proprietà della Banca d’Italia ed ovviamente i ragazzi hanno risposto dello Stato; allorquando ho chiarito che era di proprietà di privati: banche ed assicurazioni, sono rimasti perplessi; quando poi ho spiegato che anche la BCE (Banca Centrale Europea) era privata, il ragazzo – con un sorriso di scherno – ha testualmente detto “no, questo non è possibile, so per certo che non è privata!”.

Ho ribadito di visionare il video indicato loro riaffermando che non era un loro non sapere, ma che le nozioni ricevute escludono questo tipo di informazioni.

Solo la ragazza poi ha insistito per avere migliori notizie ed, in serenità e giustezza, noi maschi siamo notoriamente più supponenti, testa dura e saccenti delle donne che hanno l’infinita possibilità di governare al meglio il mondo nel futuro, anche se pure loro dovrebbero… (ma questo sarà oggetto di altro articolo).

Commenta l'articolo su Facebook

Scrivi un commento